Business coaching: capire la crisi 3-La bolla del credito e quella del superfluo
Ci siamo lasciati lo scorso blog con il raccontare le due bolle vaganti e ancora esplose solo in parte: quella del Real Estate e quella del Mercato azionario. Ma sappiamo che le bolle più o meno concomitanti sono 6 e la loro concentrazione in un periodo di tempo così breve fa sì che la crisi non sia una crisi come le altre. E’ un evento di proporzioni globali. Ma andiamo con ordine e vediamo le altre 4 bolle dentro le quali galleggia l’economia americana (e non solo) e quali effetti potrebbero causare quando scoppieranno.
Bolla #3) Indebitamento privato (ovvero il credito facile) : Si tratta di tutte quelle forme di finanziamento a cui il singolo privato cittadino può accedere. Dai mutui, alle carte di credito, ai prestiti personali, agli acquisti a rate, al leasing per comprare un’auto ecc… Diciamo che questa bolla ancora non è nella fase di scoppio. Ma lo farà inevitabilmente quando il popolo americano si sveglierà dal “sonno della ragione” in cui si accorgerà che il prestito facile non sarà più “facile” e che i tassi (oggi ancora pericolosamente bassi) inizieranno ad impennarsi repentinamente. Per capire questo punto occorre entrare nella psicologia sociale del popolo americano che era entrato (e secondo me lo è ancora) in un forma di ottimismo senza fine dove le cose che vanno bene, perché mai dovrebbero cominciare ad andare male? Sotto l’onda della fiducia nella crescita e del benessere senza fine i tassi dei prestiti sono rimasti bassi e i controlli (da parte delle banche) su chi prende in prestito alquanto labili e superficiali. Certo il 2008-2009 hanno causato una prima ondata di default, ma si trattava di veri default ossia persone che avevano fatto ad esempio un mutuo il quale poi era andato veramente male (complice ovviamente la bolla real estate) lasciando persone senza casa e senza lavoro. Una questione di “fiducia” quindi, spinta da una ondata di popolare ottimismo: le persone adesso però non si fidano più della solidità del loro posto di lavoro o di “quello che succederà” e sono meno propensi ad imbarcarsi in nuovi mutui o prestiti anche se le condizioni del credito sono ancora favorevoli; le banche non si fidano più del primo che passa: adesso stanno con gli occhi aperti ad affidare solo i richiedenti “qualificati” e solidi. Questo vale per il futuro. Ma il passato? Anni e anni di sfrenato ottimismo hanno riempito le banche di crediti di persone “possessori di case” i cui prezzi stanno scendendo e molti di quei debitori non hanno i mezzi per ripagare il debito. L’insieme di questi due aspetti della medaglia “fiducia” (persone e banche) rappresenta la prossima bolla che scoppierà non appena le altre due (immense) del dollaro e del debito pubblico inizieranno a manifestare i loro effetti. I “bad loans” andranno persi (sempre di più trascinati da quei tristemente famosi “toxic assets”) sempre di più trascinando le banche verso livelli di sofferenze mai sperimentati prima. Questo causerà allora un vero (e molto peggiore) blocco del credito e ulteriore rischio di default per privati e banche e che travolgerà non solo i prestiti “cattivi” ma anche quelli “buoni” quando il livello di inflazione spingerà i tassi di interesse verso il cielo. E a quel punto la bolla sarà in fase di scoppio. Come controllare l’evolversi di questa bolla? Basta guardare un semplice grafico che mostra il rapporto tra l’indebitamento privato dei possessori di case e il reddito individuale prodotto (come pubblicato dalla Fed e dal U.S. Bureau of Economic Analysis). Si noterà che tra il 1995 e il 2001 questo rapporto si manteneva tra l’80% e il 90%, mentre dal 2002 in poi ha iniziato una ascesa sfrenata fino a toccare punte del 125% nel 2008. A tutto il 2010 risultava ancora del 120%.
4) Bolla delle Spese Superflue: beh, non c’è da meravigliarsi : una stragrande fetta delle economie occidentali da quella americana a quella del vecchio continente (e in via crescente a quelle dei paesi emergenti) si bassa sulla produzione e vendita di beni superflui o discrezionali. Sono quelle cose che compriamo ma che non rivestono quelle caratteristiche di necessità. Questa bolla è figlia diretta di quella ondata di ottimismo (perché mai le cose dovrebbero andare male?) e di credito facile visto nella bolla precedente. E’ evidente che mano a mano che qualcuno perde il posto di lavoro (dove non ci sono ammortizzatori sociali che tengano) questo ha un effetto devastante sulle spese discrezionali che sono le prime ad essere tagliate da ogni budget che si rispetti. Non solo: se qualcuno perde il posto ecco che inizia il contagio della paura per cui si crea un effetto palla di neve che causerà il blocco delle spese superflue con un danno economico di portata globale (ed epocale direi).Questo meccanismo porta a una diminuzione del fatturato delle imprese che producono tali beni che , per mantenere la propria competitivita’, dovranno diminuire la forza lavoro o spostarsi in zone piu’ convenienti creando ulteriore disoccupazione . La bolla quindi è questo spendere esagerato (anche non a credito come suggerisce la bolla n.3 descritta in precedenza) su beni non indispensabili che a un certo punto inizierà a precipitare (sotto l’onda emotiva di cupi scenari sempre più verosimili).
Come accorgersi dell’imminente scoppio di questa bolla? Qui credo sia sufficiente la nostra sensibilità di osservatori quando andiamo in giro nelle nostre città: osserviamo i negozi di elettronica, di moda, di bigiotteria, le auto e relativa cilindrata,i supermercati e cosa c’e’ nei carrelli delle persone in fila con noi… Oppure anche l’affollamento delle località turistiche, o le code in entrata o in uscita dalle città nei weekend ….
La storia delle bolle si infittisce ma inizia ad apparire sempre più chiaro come già il mix di queste 4 sia una miscela ad alto rischio per qualsiasi economia a partire da quella americana con conseguenze su tutto il mondo. Stiamo cominciando a capire l’anomalia di questa crisi e di cosa la rende così pericolosa e unica, la loro struttura e la loro concentrazione tutte insieme nello stesso periodo.
Nel prossimo blog parleremo delle ultime due bolle (quella del dollaro e quella del debito pubblico americano) non senza prima però aver parlato di come le Autorità politiche e monetarie americane stiano cercando di prevenire questi scoppi devastanti. Il che ci porterà inevitabilmente a parlare di….al prossimo blog…
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