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		<title>Executive Coaching: Manager, quanto siete innovativi?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 17:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho incontrato un mio ex-collega in una delle società dove ho lavorato che mi dice: &#8220;Sento che questo è l&#8217;ultimo anno qui in questo posto. Mi hanno detto di iniziare a pensare alla buonuscita&#8221;. E&#8217; raro che ci sia questo approccio &#8220;delicato&#8221; con i manager over 50. Di solito l&#8217;approccio è più brutale. Mi ha chiesto se potevo fare <strong>coaching</strong> a lui in questo momento di transizione da ex manager a futuro pensionato. Lo aspetta un periodo di almeno 10 anni da riempire e in cui fare qualcosa in attesa del salvagente pensionistico. E&#8217; davvero difficile fare <strong>coaching</strong> in queste situazioni quando il coachee ha certe convinzioni e io non posso  fare altro che aiutarlo a raggiungere i suoi obiettivi. E i suoi obiettivi sono quello di cercare un altro lavoro da dirigente a tempo pieno (=a tempo indeterminato) oppure iniziare a fare il consulente sulle aree di sua competenza. In questo blog vorrei dire ai miei amici manager qualcosa che possa essergli più utile di queste alternative. Una specie di pre <strong>coaching</strong> per prepararsi alla nuotata fino alla pensione (ammesso che ci siano ancora fondi avanzati).</p>
<p>Ecco alcuni spunti di riflessione che vi lascio volentieri:</p>
<p>1) <strong>Cominciate a pensare come se la pensione non esistesse</strong>. Non potete affrontare un decennio e forse di più in attesa di una entrata economica che giorno dopo giorno rischia di diventare sempre più incerta nella sua realizzazione oltre che nel suo potere reale di acquisto (l&#8217;inflazione è destinata a salire e non di poco). Questo è un cambiamento radicale nell&#8217;atteggiamento verso il futuro. Il futuro come lo avete sempre immaginato semplicemente non ci sarà. Pensate in modo diverso.</p>
<p>2) <strong>Preparate piani per il vostro futuro che siano innovativi</strong>. Pensare di mandare un curriculum, (ehi, dico a voi over 50), nella speranza di essere notato non è innovativo per niente. Anzi è come iniziare a nuotare quando siete a 50 miglia dalla costa con mare agitato (di notte). Abituatevi a pensare veramente &#8220;out of the box&#8221; alimentando un pensiero creativo che ahimè non è che si improvvisa dalla sera alla mattina. Pensare di fare il consulente mettendo a frutto il vostro know how nella speranza che qualcuno vi compri non è innovativo per nulla. Vuol dire fare quello che centinaia di migliaia di altri prima di voi stanno cercando di fare con alterne vicende e successi. E&#8217; come mettersi in coda a Milano con l&#8217;idea di andare a Napoli (in coda). Magari prima o poi ci arrivate (più poi che prima) ma a che prezzo e con che sforzi?</p>
<p>3) <strong>Iniziate a indossare un vestito di &#8220;atteggiamento&#8221;</strong> mentale diverso. Avete un prodotto? Si? Avete un mercato cui venderlo? No? Non perdete tempo nella speranza che qualcuno vi compri. Usate la strategia Oceano Blu, cercate aree poco affollate dove non c&#8217;e&#8217; concorrenza. Anzi per avere una idea, correte a comprarvi il libro &#8220;Strategia Oceano Blu&#8221; di W. Chan Kim, Renée Mauborgne  edito da Etas e fatevi venire idee interessanti. Oppure guardatevi questo video cui vi potete ispirare per fare delle presentazioni efficaci (oltre che farvi coraggio nell&#8217;iniziare un new business): <a href="http://vimeo.com/23275754">http://vimeo.com/23275754</a></p>
<p>4)<strong>Non pensate di fare tutto da soli.</strong> Perdete un sacco di tempo. Invece che tenere la buonuscita in banca e farvela scippare da Equitalia, investitela con un buon Coach, uno che ha veramente a cuore il vostro successo e vi aiuti a produrre idee, a inventarvi qualcosa di intelligente e che vi piaccia.</p>
<p>5) <strong>Non accampate scuse sulla difficoltà</strong> di iniziare un nuovo business per via della crisi. Quella c&#8217;e&#8217; e c&#8217;e&#8217; per tutti. Ma sta a voi a dargli il giusto peso. Non usatela come paravento per giustificare  la vostra scarsa voglia a mettervi sotto a lavorare duramente.</p>
<p>Ricordate la famosa frase &#8220;il 10% è ciò che capita a me e il 90% è come io reagisco a ciò che mi capita&#8221;. Si chiama <strong>atteggiamento</strong>. Potete uscire vincenti solo con l&#8217;atteggiamento mentale giusto.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/05/outofthebox3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2104" title="outofthebox3" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/05/outofthebox3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Executive Coaching :Ripartire con una leadership sostenibile</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 06:13:49 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La vera sostanza del coaching che faccio ai manager, alla fin fine, ritorna sempre  ad  una   sola problematica: come essere leader (di se stessi) e come vivere una leadership sostenibile. Dove sostenibile vuol dire che possa durare nel tempo e che sia allineata con i vostri valori. Il fatto vero è che quando si varca la soglia aziendale, è come se tutti venissero presi in ostaggio da una scala di comportamenti (e quindi di idee e valori) spesso in netta contrapposizione a quelli che sono i  propri. Ritorna, inevitabile, il dilemma: come posso essere leader quando poi, nel mio mondo in cui lavoro in azienda, sono una pedina che deve muoversi secondo certe regole e deve (di conseguenza) rinunciare a essere un vero leader (di me stesso). Mi capita spesso di sentire frasi che associano ancora la <strong>leadership</strong> con la posizione gerarchica, con il titolo. Mi capita di sentire idee distorte sulle capacità personali, sul proprio talento, sulle cose che possiamo o non possiamo fare. Mano a mano che la conversazione di coaching prosegue, si toccano i limiti delle possibilità che i manager si impongono, spesso per giustificare la loro incapacità di superare le loro paure. Proprio quelle che ora minacciano seriamente il vostro sopravvivere. In altre parole il vecchio concetto di manager e di managerialità è duro da scrostare dalle menti e dagli atteggiamenti delle aziende (e di chi ci lavora dentro). Ci si adagia troppo spesso in una sorta di &#8220;lasciarsi andare&#8221; fatalistico dove le forze di riscatto e di reazione sembrano sempre più affievolirsi, impedendo al nuovo, al nuovo &#8220;io&#8221; di emergere e farsi strada. La leadership non è un concetto accademico, ma un percorso di apprendimento duro e faticoso, di sicuro non per tutti. Bisogna volerlo, ma bisogna volerlo in modo sereno, in modo consapevole, in modo allineato e sostenibile. Ossia che rispetti i nostri valori e quelli dell&#8217;ambiente in cui lavoriamo e in cui vogliamo dare il nostro contributo. Ma non possiamo aspettare che ciò succeda per caso o per circostanze favorevoli. E&#8217; questo il lavoro principale di ciascun manager. Il punto da cui ripartire. Se non ripartite da questa nuova vostra interiore focalizzazione su di voi e su un forte e intenso desiderio di cambiamento, non solo comportamentale ma di nuova identità, il mondo vi sommergerà. Non vi darà spazio per respirare.</p>
<p>Ecco alcuni suggerimenti tratti dalle mie conversazioni di executive coaching con manager e imprenditori che sentono il bisogno di ritrovare il punto da cui iniziare a pensare a loro stessi:</p>
<p>1) Scoprite bene il livello di <strong>positività</strong> o <strong>negatività</strong> dei vostri pensieri. Non si possono produrre idee nuove se il nostro linguaggio è inquinato di pessimismo e di negatività, se i nostri pensieri sono con una carica negativa. Il primo passo per una leadership sostenibile parte dalla qualità dei nostri pensieri. Esercizio: decidete di ascoltarVI in modo attento e ogni volta che sentite una parola o pensiero negativo, annotatela su un quaderno e fateci sopra una riga col pennarello rosso. Vicino, con un pennarello verde, scrivete una parola positiva.</p>
<p>2) <strong>Osservate i vostri comportamenti quotidiani</strong>: da quanto tempo non introducete un comportamento nuovo nella vostra routine? Da quanto tempo non cambiate una (piccola) abitudine. Esercizio: introducete nel vostro quotidiano una nuova abitudine (da ripetere ogni giorno), una alla settimana. Saranno 52 nuove abitudini all&#8217;anno. Qui la chiave di successo è in una parola sola: <strong>DISCIPLINA</strong>.</p>
<p>3) Dedicate a voi stessi una parte del vostro tempo per <strong>pensare strategico</strong> e per decidere in cosa vorreste essere diversi e chi vorreste essere veramente nei prossimi 1-2 anni. Questo è l&#8217;esercizio più difficile. Così come sembra facile farlo, è altrettanto facile NON farlo. Esercizio: Prendete 30 minuti a settimana (si, a settimana) e dedicatelo alla vostra leadership chiedendovi: come posso<strong> allineare i miei valori</strong> con quelli del mio quotidiano lavorare? Da qui capirete se state producendo pensieri positivi e potenzianti o siete ancora vittime di quel vittimismo strisciante che vi tiene inchiodati alla vostra routine.</p>
<p><strong>Sostenibile</strong> vuol dire crearsi un modello e uno stile di vita, che fa di voi un leader indipendentemente da qualsiasi lavoro facciate. Una cosa è tuttavia certa: la vostra leadership sarà contagiosa e visibile e non stupitevi se, dal momento in cui decidete di viverla, sarete seguiti da un numero sempre maggiore di ammiratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/04/sviluppo-sostenibile.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2092" title="sviluppo-sostenibile" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/04/sviluppo-sostenibile-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Executive Coaching: la solitudine del manager</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 08:23:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema di questo blog riguarda voi, amici manager, che credo mai come in questo momento state vivendo un periodo storico alquanto complesso e di difficile interpretazione .Ma più che voi riguarda la<strong> vostra solitudine</strong> che vi circonda non solo quando siete in ufficio, ma anche quando, tornando a casa, non riuscite a liberarvi completamente da tutte le problematiche, dallo stress, dai pensieri, insomma da tutti quei film che continuate a proiettare nella vostra mente e che pochi riescono a capire e interpretare. Si ha un bel dire quando vi consigliano : facciamo squadra, siamo un team e dobbiamo lavorare insieme fidandoci gli uni con gli altri. La realtà aziendale spesso vi costringe a lavorare da soli, e ad adottare strategie di sopravvivenza aggressive con comportamenti di difesa e individualistici, ben lontani dai principi di Team e squadra che tanto si decantano.</p>
<p>La vita aziendale vi vede e vi vuole  protagonisti, ma <strong>protagonisti solitari</strong>, protagonisti soli nelle scelte, nelle decisioni, soli nel fare squadra, soli nel momento in cui dovete rendere conto dei vostri risultati, dei vostri comportamenti, della vostra credibilità. Questa solitudine minaccia di continuo la vostra sicurezza, la stima in voi stessi, amplifica il pensiero debole (quello cioè che tende a fare emergere la paura invece della vostra inadeguatezza o quella dei vostri difetti), fa crescere dubbi e soprattutto vi fa perdere la visione di chi siete veramente e dove state andando.</p>
<p>Nei miei interventi di <strong>Executive Coaching</strong> con i manager, emerge un immenso bisogno di confronto e di ascolto. Alcuni  mi telefonano per raccontarmi di decisioni prese su tematiche assolutamente semplici (oserei dire banali) per avere il mio conforto morale come coach, ma in realtà per dichiarare in modo alquanto palese la loro solitudine  interiore. Altri, vogliono solo raccontarmi episodi di vita aziendale in cui hanno sofferto di questo essere soli e delle incomprensioni che vivono nelle relazioni con gli altri.  In questi casi mi sento di stimolare in voi delle riflessioni che vi portino ad azioni concrete.</p>
<p><strong>Executive Coaching: spunti di riflessione</strong></p>
<p>1) <strong>Reagite a questo senso di solitudine</strong> parlando e confrontandovi con il vostro <strong>Executive Coach</strong>. Non è un lusso destinato a pochi. E&#8217; ciò che vi serve per rendere la vostra vita (e performance aziendale) allineata a ciò che l&#8217;aziende chiede e pretende da voi.</p>
<p>2) <strong>Non abbiate timore a chiedere di essere guidati da un Executive Coach professionista</strong>. E&#8217; l&#8217;unica figura che in situazioni come queste sa darvi lo stimolo giusto per raccontare le vostre perplessità, dubbi e difficoltà in ambiente super protetto e riservato.</p>
<p>3) <strong>Siate leader</strong> nel reagire a questo malessere che vi relega e isola sempre di più. Il non poter parlare con serenità e fiducia all&#8217;interno della vostra azienda non deve essere motivo per creare intorno a voi una sorta di prigione dalla quale non potere uscire se non abbandonando l&#8217;azienda. E per di più senza aver avuto modo di lottare.</p>
<p>4) <strong>Le soluzioni e le risposte</strong> che vi verranno in mente parlando liberamente con il vostro Coach sono la prova evidente della utilità dell&#8217;aprire la porta del vostro isolamento. Siete soli fino a quando voi decidete di esserlo. La chiave della vostra &#8220;libertà&#8221; di pensiero e di azione è già nelle vostre mani e sta a voi usarla o meno.</p>
<p>Il silenzio e la solitudine possono generare in voi pensieri strani e proiettano nella vostra mente scenari spesso distorti, una sorta di disegni e visualizzazioni di realtà che non sono  vera realtà. E ciò vi porta spesso ad agire e comportarvi in modo innaturale  e sempre più distante e lontano dalla vostra azienda e dalla vostra attività.</p>
<p>Ecco alcune <strong>cose che potete fare da subito</strong> per evitare di chiudervi in voi stessi logorati dallo stress e tormentati da domande cui non riuscite a dare risposta:</p>
<p>1) <strong>Elencate le 3 tematiche &#8220;scomode o difficili&#8221;</strong> che non potete discutere con nessuna figura aziendale: né con capi, collaboratori o colleghi pari grado.</p>
<p>2) <strong>Chiedetevi</strong>: chi potrebbe aiutarmi davvero a vedere le cose in modo diverso ?(amico che lavora in altra azienda, Coach professionista&#8230;.).</p>
<p>3) <strong>Cosa potreste cambiare</strong> nel vostro comportamento quotidiano per fare in modo di essere meno soli e isolati?</p>
<p>4) <strong>Che vantaggi</strong> potreste ottenere nell&#8217;essere più aperti al confronto e ad esporre in modo sincero e fiducioso le vostre problematiche all&#8217;interno dell&#8217;azienda ?</p>
<p>5) <strong>Come vi sentirete</strong> a lavorare quando siete tornati in pieno allineamento con il vostro ambiente aziendale di riferimento?</p>
<p>La cosa peggiore, è rimanere vittime delle vostre convinzioni (limitanti e spesso negative) e pensare che niente e nessuno possa esservi d&#8217;aiuto. Potete fare molto per reagire a ciò che vi capita,  parlando e scegliendo di agire.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/04/solitudine1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2064" title="solitudine" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/04/solitudine1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Business coaching: capire la crisi 5-Le bolla del dollaro USA!!!</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2012 22:20:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che il dollaro sia <strong>sopravvalutato</strong> lo si ripete da tempo. Che stia perdendo valore lo si sa da almeno una decina d&#8217;anni, da quando c&#8217;e&#8217; l&#8217; Euro che lo contrasta come valuta di riferimento nel panorama internazionale.Da allora ha lasciato circa il 53% del suo valore (non poco!!!)  Di fatto però pare ancora reggere come valuta rifugio almeno nell&#8217;immaginario di tanti investitori che sembrano non avvertire sinistri scricchiolii (per non dire crepe) nella leggendaria valuta d&#8217;oltreoceano. Vediamo perché:</p>
<p>Anche se talvolta ce lo dimentichiamo, il prezzo di una moneta non dipende tanto dalla solidità o robustezza della sua economia sottostante, quanto, come per ogni altro bene,dall’<strong>incontro tra domanda e offerta</strong>. Ora, se guardiamo al dollaro ci troviamo in presenza di una <strong>offerta</strong> senza precedenti. In termini tecnici si chiama Q.E. ossia <strong>Quantitative Easing</strong> e rappresenta quel processo di stampa di dollari che la FED (sì la mitica Federal Reserve). sta adottando in modo particolare da almeno un decennio. Se guardiamo i dati che la stessa FED pubblica ci accorgiamo di un fatto poco noto ma che dovrebbe allarmare non poco: la base monetaria degli USA tra il 2000 e il 2007 è passata da poco più di $ 400 billions a $ 800 billions mentre tra il 2008 e la primavera 2011 da $800 a $2200 billions. Ossia un aumento spaventoso fatto a colpi di Q.E. fatti passare come interventi necessari per consentire all’economia americana di riprendrsi ed espandersi. Ma così pare non stia succedendo, ossia i tassi di crescita dell’economia americana non sono affatto in crescita (alcuni parlano di stato pre-recessione).  E ciononostante  rumors dicono che la FED stia preparando addirittura un altro Q.E. (azione non del tutto osteggiata dal governo statunitense proprio nell’anno in cui ci sono le elezioni del nuovo presidente USA) e ciò porterebbe l’offerta di dollari a quantità mai viste nella storia americana. Ovvie e devastanti le conseguenze che potrebbero verificarsi (ormai sembra quasi inevitabilmente): <strong>una spinta inflazionistica</strong> massiccia e un indebolimento altrettanto forte del dollaro. Sul fronte della <strong>domanda</strong> si possono osservare <strong>due fattori</strong>: da un lato la domanda esterna si sta mantenendo alta a causa delle pesanti incertezze legate alla stabilità e al futuro dell’Euro; dall’altra la ancora massiccia affluenza di investimenti esteri in attività (assets) americani (cifra che si assesta ancora oggi attorno a 2 billions giornalieri).</p>
<p>Quindi da un lato una offerta massiccia di biglietti verdi e dall’altra una domanda che pare tenuta in piedi più da interventi artificiali che da fattori concreti: una situazione ad alto rischio!</p>
<p>Pur in condizioni di questo tipo non dimentichiamo che il dollaro dalla nascita dell’euro ai giorni nostri ha già perso (nei confronti dell’euro) circa un 50%. Viene quasi da pensare che l’euro faccia apposta a indebolirsi (o forse è oggetto di ondate speculative orchestrate ad hoc dalle grandi agenzie di rating&#8230;) per sostenere (involontariamente ) il dollaro e dargli ossigeno. Sta di fatto che un indebolimento nella domanda di dollari darebbe inizio ad uno scoppio della bolla del tutto inarrestabile.</p>
<p>Pensiamo ora al prospettico divenire<strong> degli avvenimenti “molto probabili”</strong> che abbiamo visto finora:</p>
<p>a)l&#8217;offerta massiccia di stampa di dollari da parte della FED</p>
<p>b)spinta inflazionistica potente causata dal punto a)</p>
<p>c) potenziale calo della domanda di investimenti esteri in USA (o in attività denominate in dollari), ossia minore attrattività degli investimenti in dollari a causa di un marcato e forte ridimensionamento della crescita economica (se non di recessione vera e propria) o dei rendimenti degli asset americani (leggi Treasury Bonds)</p>
<p>d) effetto combinato dello scoppio (definitivo) delle 4 bolle di cui abbiamo parlato in precedenza (Real Estate,Borse, Credito al consumo e Spese discrezionali) e quindi impatto sulla crescita economica</p>
<p>Se appena guardiamo questi fattori non possiamo non cogliere un segnale di grande allarme per la tenuta dell’attuale prezzo del dollaro. Ossia, in altre parole, il dollaro è in una bolla che ancora non è scoppiata e il cui prezzo ancora risulta artificialmente “pompato” . Il giorno che il dollaro cadrà di valore in modo significativo le conseguenze potrebbero essere davvero deleterie per tutti a cominciare dalla Cina che non potrà più sostenere il suo yuan.</p>
<p>Sul ruolo della Cina nel sostenere il dollaro alto (e quindi basso il suo Yuan) vale la pena di ricordare come questa azione di sostegno sia cruciale a livello mondiale. Se infatti il sostegno cinese alla valuta americana dovesse indebolirsi, vorrebbe dire che le merci cinesi non sarebbero più così economiche e a buon mercato per il mondo intero. Non solo: l&#8217;equilibrio interno della Cina si regge sulla sua crescita costante e nella sua capacità di creare sempre nuovi posti di lavoro. Solo così il governo cinese può sperare di continuare a gestire una situazione interna comunque anomala in assenza di democrazia e di condizioni vivibili per milioni di cinesi.</p>
<p><strong>Suggerimento da Business Coaching</strong>: nel fare trading di assets targati USA teniamo conto dell’incertezza (per non dire pericolosità) della valuta americana e teniamo presente che il futuro potrebbe riservarci delle sorprese poco gradite allorquando i nostri investimenti in dollari potrebbero essere travolti dallo scoppio della bolla (peraltro annunciato da tempo) di questa nobile ed (ex) valuta rifugio.</p>
<p>Ecco alcuni indici da osservare per verificare la forza del dollaro: <a href="http://www.fxstreet.com/rates-charts/usdollar-index/">link US Dollar Index</a> oppure l&#8217;evoluzione verso l&#8217;<a href="http://www.fxstreet.com/rates-charts/forex-charts/?id=eur/usd">Euro: link</a></p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/03/one_dollar_bill_reverse-united_states_.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1909" title="one_dollar_bill_reverse-united_states_" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/03/one_dollar_bill_reverse-united_states_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Business coaching: capire la crisi 4-La vera minaccia all&#8217;orizzonte:INFLAZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 15:47:48 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, eccoci a svelare (si fa per dire) di cosa siamo costretti a parlare in questo blog. Prima di parlare delle ultime due bolle dentro le quali stiamo galleggiando pericolosamente ossia la Bolla del U.S. Dollar e del Debito Pubblico (non solo americano), vorrei soffermare la vostra attenzione su un punto di cui nessuno parla, o meglio, se ne parla come per esorcizzarne la venuta ma che ormai è inevitabile. <strong><em>L&#8217;Inflazione</em></strong>. Si lo so, per alcuni è uno spettro sinistro, per altri è un male necessario, per altri ancora una inevitabile medicina che serve per uscire dalla crisi. In realtà è qualcosa che dobbiamo aspettarci che accada in una forma più o meno devastante (dipende da un mare di fattori), ma ormai chiunque sia in grado di fare 2+2 sa che sarà pressoché impossibile evitare. Ricordiamo per un istante a tutti coloro che masticano poco i termini nel loro significato specifico <strong><em>che cosa è l&#8217;inflazione</em></strong>: è l&#8217;incremento dei prezzi di beni e servizi NON dovuto a una crescita della domanda o ad una scarsità dell&#8217;offerta (che pure c&#8217;entrano), ma dovuta alla perdita del potere di acquisto della valuta sottostante (ad esempio dollari, euro ecc&#8230;). Ossia non dimentichiamo che il valore di una moneta come il dollaro o l&#8217;euro è soggetta (come ogni bene) <strong><em>alla legge della domanda e dell&#8217;offerta</em></strong> per cui se ci sono troppi dollari in giro (o euro) il valore della moneta è destinato a scendere. Per cui possiamo dire che <strong><em>l&#8217;inflazione è causata da una eccessiva  offerta di moneta. </em></strong>Intendiamoci: aumentare l&#8217;offerta di moneta quando l&#8217;economia è in fase di forte crescita o di crescita relativamente stabile non è di per se dannoso, ossia il valore della moneta non diminuisce per l&#8217;effetto della sua maggiore offerta perché è compensato dalla crescita economica (PIL o GDP); il problema nasce quando siamo in presenza di una massiccia offerta di moneta durante un <strong><em>periodo di recessione</em></strong> (crescita negativa), o di crescita vicino allo zero, proprio come sta capitando ora nei paesi occidentali. Se la massa monetaria arriva a destinazione, ossia riesce a raggiungere famiglie e imprese,  in presenza di una fase economica di stagnazione con  la produzione ferma,  i prezzi degli stessi prodotti  e servizi vengono ad essere investiti da una crescente domanda (causata dalla maggiore disponibilità di base monetaria) e quindi è matematico che i prezzi salgano mettendo in moto il processo inflazionistico.Ma a questo punto una domanda sorge spontanea:</p>
<p><strong><em>L&#8217;inflazione è sempre un male?</em></strong> Beh gli economisti sono tutti d&#8217;accordo nel rilevare gli effetti devastanti di questo fenomeno non solo per l&#8217;economia di una nazione ma per i nostri propri interessi sia individuali come semplici cittadini che come imprenditori. La ragione è semplice: se i prezzi salgono diminuisce il potere di acquisto dei nostri stipendi (che non si adeguano all&#8217;inflazione alla stessa velocità e sempre ammesso che si adeguino),inoltre se i prezzi salgono anche gli interessi salgono il che significa che se vogliamo dei prestiti dalla banca questi costano molto di più, il che porta al fatto che la banca farà meno prestiti, farà girare meno liquidità per comprare o investire e quindi la domanda per comprare beni e servizi ma anche azioni, BOT,CCT  case, auto ecc&#8230;cadrà anche pesantemente. Quindi in uno scenario inflazionistico se aggiungiamo una crescita dei tassi di interesse ad un quadro dove le 4 bolle di cui già parlammo sono in fase di scoppio e quindi di economia in fase di restringimento, ecco che i valori dei beni (tutti i beni) andrà in caduta libera. Quindi comunque la mettiamo l&#8217;inflazione è un fattore economico da tenere immensamente sotto controllo ed è per questo che le banche centrali (dicono) dovrebbero fare del loro meglio per contrastarla fin dalle prime avvisaglie ma in realtà non è così come vedremo nei prossimi blog&#8230;</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/inflation.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1825" title="inflation" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/inflation-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Suggerimento di Business Coaching: controlliamo l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione a tre diversi livelli: <a href="http://www.rivaluta.it/inflazione.htm">link</a></p>
<p>1) <strong>Nazionale Italia</strong>: per capire di quanto ci scostiamo dal livello dell&#8217;EUROZONE. Ossia: da noi le cose vanno davvero peggio che dal resto dei Paesi EURO?</p>
<p>2) <strong>Livello Eurozone</strong>: per capire l&#8217;andamento prospettico dal 2009 ad oggi. E, a nostra volta, per capire come ci muoviamo rispetto all&#8217;economia mondiale di riferimento ossia quella U.S.A. Questo è un link da seguire: <a href="http://sdw.ecb.europa.eu/">BCE</a></p>
<p>3) <strong>Livello U.S.A</strong>.: per capire cosa sta succedendo a livello americano appunto e gli impatti che questa genera non solo internamente ma anche a livello internazionale. Ecco qui un <a href="http://inflationdata.com/Inflation/images/charts/Annual_Inflation/annual_inflation_chart.htm">interessante grafico</a> da osservare di tanto in tanto.</p>
<p>Manca una domanda al quadro appena disegnato: non abbiamo per caso detto che l&#8217;inflazione è causata da un eccesso di liquidità immesso nel sistema? Ma chi stampa la carta moneta?  E perché sia la FED che la BCE ne stanno stampando a tonnellate? Stiamo controllando la massa monetaria (M3) che la BCE sta immettendo attraverso le banche nel nostro sistema economico?</p>
<p>Ma questo è un altro blog&#8230;.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/inflation2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1826" title="inflation2" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/inflation2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>Business coaching: capire la crisi 3-La bolla del credito e quella del superfluo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 20:32:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci siamo lasciati lo scorso blog con il raccontare le due bolle vaganti e ancora esplose solo in parte: quella del Real Estate e quella del Mercato azionario. Ma sappiamo che le bolle più o meno concomitanti sono 6 e la loro concentrazione in un periodo di tempo così breve fa sì che la crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo lasciati lo scorso blog con il raccontare le due bolle vaganti e ancora esplose solo in parte: quella del Real Estate e quella del Mercato azionario. Ma sappiamo che le bolle più o meno concomitanti sono 6 e la loro concentrazione in un periodo di tempo così breve fa sì che la crisi non sia una crisi come le altre. E&#8217; un evento di proporzioni globali. Ma andiamo con ordine e vediamo le altre 4 bolle dentro le quali galleggia l&#8217;economia americana (e non solo) e quali  effetti  potrebbero causare quando scoppieranno.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/get-a-payday-loan1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1799" title="get-a-payday-loan" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/get-a-payday-loan1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><em>Bolla #3) Indebitamento privato (ovvero il credito facile)</em></strong> : Si tratta di tutte quelle forme di finanziamento a cui il singolo privato cittadino può accedere. Dai mutui, alle carte di credito, ai prestiti personali, agli acquisti a rate, al leasing per comprare un&#8217;auto ecc&#8230; Diciamo che questa bolla ancora non è nella fase di scoppio. Ma lo farà inevitabilmente quando il popolo americano si sveglierà dal &#8220;sonno della ragione&#8221; in cui si accorgerà che il prestito facile non sarà più &#8220;facile&#8221; e che i tassi (oggi ancora pericolosamente bassi) inizieranno ad impennarsi repentinamente. Per capire questo punto occorre entrare nella psicologia sociale del popolo americano che era entrato (e secondo me lo è ancora) in un forma di ottimismo senza fine dove le cose che vanno bene, <strong><em>perché mai dovrebbero cominciare ad andare male?</em></strong> Sotto l&#8217;onda della fiducia nella crescita e del benessere senza fine i tassi dei prestiti sono rimasti bassi e i controlli (da parte delle banche) su chi prende in prestito alquanto labili e superficiali. Certo il 2008-2009 hanno causato una prima ondata di default, ma si trattava di veri default ossia persone che avevano fatto ad esempio un mutuo il quale poi era andato veramente male (complice ovviamente la bolla real estate) lasciando persone senza casa e senza lavoro. Una questione di &#8220;<strong><em>fiducia</em></strong>&#8221; quindi, spinta da una ondata di popolare ottimismo: le <strong><em>persone</em></strong> adesso però non si fidano più della solidità del loro posto di lavoro o di &#8220;quello che succederà&#8221; e sono meno propensi ad imbarcarsi in nuovi mutui o prestiti anche se le condizioni del credito sono ancora favorevoli; le <strong><em>banche</em></strong> non si fidano più del primo che passa: adesso stanno con gli occhi aperti ad affidare solo i richiedenti &#8220;qualificati&#8221; e solidi. Questo vale per il futuro. <strong><em>Ma il passato? </em></strong>Anni e anni di sfrenato ottimismo hanno riempito le banche di crediti di persone &#8220;possessori di case&#8221; i cui prezzi stanno scendendo e molti di quei debitori non hanno i mezzi per ripagare il debito.  L&#8217;insieme di questi due aspetti della medaglia &#8220;fiducia&#8221; (persone e banche)  rappresenta la prossima bolla che scoppierà non appena le altre due (immense) del dollaro e del debito pubblico inizieranno a manifestare i loro effetti. I &#8220;bad loans&#8221; andranno persi (sempre di più trascinati da quei tristemente famosi &#8220;toxic assets&#8221;) sempre di più trascinando le banche verso livelli di sofferenze mai sperimentati prima. Questo causerà allora un vero (e molto peggiore) blocco del credito e ulteriore rischio di default per privati e banche e che travolgerà non solo i prestiti &#8220;cattivi&#8221; ma anche quelli &#8220;buoni&#8221; quando il livello di inflazione spingerà i tassi di interesse verso il cielo. E a quel punto la bolla sarà in fase di scoppio. Come controllare l&#8217;evolversi di questa bolla? Basta guardare un semplice grafico che mostra <strong><em>il rapporto tra l&#8217;indebitamento privato dei possessori di case e il reddito individuale prodotto</em></strong> (come pubblicato dalla Fed e dal<a href="http://www.bea.gov/"> U.S. Bureau of Economic Analysis</a>). Si noterà che tra il 1995 e il 2001 questo rapporto si manteneva tra  l&#8217;80% e il 90%, mentre dal 2002 in poi ha iniziato una ascesa sfrenata fino a toccare punte del 125% nel 2008. A tutto il 2010 risultava ancora del 120%.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/lamborghini-murcielago-lp6401.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1800" title="lamborghini-murcielago-lp640" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/lamborghini-murcielago-lp6401-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong><em>4) Bolla delle Spese Superflue:</em></strong> beh, non c&#8217;è da meravigliarsi : una stragrande fetta delle economie occidentali da quella americana a quella del vecchio continente (e in via crescente a quelle dei paesi emergenti) si bassa sulla produzione e vendita di <a href="http://www.datamangroup.com/DiscretionarySpendIndex.asp">beni superflui o discrezionali</a>. Sono quelle cose che compriamo ma che non rivestono quelle caratteristiche di necessità. Questa bolla è figlia diretta di quella ondata di ottimismo (perché mai le cose dovrebbero andare male?) e di credito facile visto nella bolla precedente. E&#8217; evidente che mano a mano che qualcuno perde il posto di lavoro (dove non ci sono ammortizzatori sociali che tengano) questo ha un effetto devastante sulle spese discrezionali che sono le prime ad essere tagliate da ogni budget che si rispetti. Non solo: se qualcuno perde il posto ecco che inizia il contagio della paura per cui si crea un effetto palla di neve che causerà il blocco delle spese superflue con un danno economico di portata globale (ed epocale direi).Questo meccanismo porta a una diminuzione del fatturato delle imprese che producono tali beni che , per mantenere la propria competitivita&#8217;, dovranno  diminuire la forza lavoro o spostarsi in zone piu&#8217; convenienti creando ulteriore disoccupazione . La bolla quindi è questo spendere esagerato (anche non a credito come suggerisce la bolla n.3 descritta in precedenza) su beni non indispensabili che a un certo punto inizierà a precipitare (sotto l&#8217;onda emotiva di cupi scenari sempre più verosimili).</p>
<p><strong><em>Come accorgersi dell&#8217;imminente scoppio di questa bolla?</em></strong> Qui credo sia sufficiente la nostra sensibilità di osservatori quando andiamo in giro nelle nostre città: osserviamo i negozi di elettronica, di moda, di bigiotteria, le auto e relativa cilindrata,i supermercati e cosa c&#8217;e&#8217; nei carrelli delle persone in fila con noi&#8230; Oppure anche l&#8217;affollamento delle località turistiche, o le code in entrata o in uscita dalle città nei weekend &#8230;.</p>
<p>La storia delle bolle si infittisce ma inizia ad apparire sempre più chiaro come già il mix di queste 4  sia una miscela ad alto rischio per qualsiasi economia a partire da quella americana con conseguenze su tutto il mondo. Stiamo cominciando a capire l&#8217;anomalia di questa crisi e di cosa la rende così pericolosa e unica, la loro struttura e la loro concentrazione tutte insieme nello stesso periodo.</p>
<p>Nel prossimo blog parleremo delle ultime due bolle (quella del dollaro e quella del debito pubblico americano)  non senza prima però aver parlato di come le Autorità politiche e monetarie americane stiano cercando di prevenire questi scoppi devastanti. Il che ci porterà inevitabilmente a parlare di&#8230;.al prossimo blog&#8230;</p>
<p>business coaching</p>
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		<title>Business coaching: capire la crisi 2-La bolla immobiliare e quella della Borsa</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ricordate nel precedente blog abbiamo parlato delle 6 bolle concatenate (negli USA) che stanno causando questa miscela esplosiva di instabilità e recessione economica in tutto il mondo occidentale. In questo blog vorrei mostrarvi alcuni parametri e indicatori economici che ci possono aiutare a scoprire quando un mercato è in &#8220;bolla&#8221; e quindi starne opportunamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ricordate nel precedente blog abbiamo parlato delle <strong><em>6 bolle concatenate (negli USA)</em></strong> che stanno causando questa miscela esplosiva di instabilità e recessione economica in tutto il mondo occidentale. In questo blog vorrei mostrarvi alcuni parametri e indicatori economici che ci possono aiutare a scoprire quando un mercato è in &#8220;bolla&#8221; e quindi starne opportunamente alla larga. Innanzi tutto vogliamo <strong><em>definire meglio il concetto di bolla</em></strong> così siamo in grado di identificarla per tempo.Ecco una definizione tra le tante che mi è particolarmente piaciuta: si definisce &#8220;<strong><em>bolla</em></strong>&#8221; il valore di un asset (attività) che momentaneamente si gonfia e alla fine scoppia a causa di un cambiamento psicologico di un gruppo di investitori invece che a causa di sottostanti fondamentali indicatori economici che siano sostenibili nel corso del tempo. Con questa premessa diamo una occhiata alle 6 bolle concatenate pericolosamente che dal 2008 hanno cominciato (sgonfiandosi) a spingere in piena recessione il mondo occidentale (e non solo come vedremo nei prossimi blog):</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/real-estate-agent1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1778" title="200310310-001" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/real-estate-agent1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>1)<strong><em> Bolla Real Estate (ossia Immobiliare):</em></strong> sappiamo che è nata negli USA ma ricordiamo gli effetti devastanti anche in UK, in Spagna e in altri paesi extraeuropei. Come identificare l&#8217;esistenza di una bolla in questo settore? Bastava guardare alcuni indicatori per accorgersi (obiettivamente) che qualcosa si stava muovendo in modo anomalo nei prezzi di questo settore. Infatti i prezzi delle case (sempre riferito al mercato USA) secondo l&#8217;House Price Index rettificati dell&#8217;inflazione dal 1890 sono cresciuti in modo molto modesto fino al 1990 salvo poi esplodere (raddoppiando) nello spazio di appena 10 anni. L&#8217;Indice che aveva toccato punte di 110/120 punti all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 aveva superato i 200 punti. Da considerare che i salari e stipendi delle persone che compravano case  nello stesso periodo era cresciuto soltanto del 2%.Ossia la crescita dei prezzi delle case aveva superato in modo così palesemente eclatante la crescita economica (e demografica) dei nuovi proprietari di case che anche il più cieco degli analisti avrebbe potuto accorgersi della imminente esplosione al ribasso della bolla immobiliare. Non solo, teniamo anche conto dell&#8217;aumento demografico della nostra popolazione per capire se la domanda di case possa nascere anche da un maggior numero di persone che ne abbiano bisogno. Direi che l&#8217;unica spinta sostanziale in questo senso può nascere soltanto dalla immigrazione, visti i modesti livelli di natalità riscontrati in Italia.</p>
<p><strong><em>Business Coaching action</em></strong>: teniamo sotto controllo nelle zone geografiche di nostro interesse l&#8217;andamento dei prezzi delle case (o degli immobili che ci interessano, come quelli industriali,negozi ecc..) attraverso fonti di rilevamento affidabili come <a href="http://www.scenari-immobiliari.it/ITPublic/fset00.aspx">Scenari Immobiliari</a> oppure le sintesi pubblicate periodicamente dal Sole 24 Ore. E teniamo sotto controllo le <a href="http://dati.istat.it/?lang=it">statistiche di aumento stipendi e salari</a> come rilevato ad esempio dall&#8217; <a href="http://www.istat.it/it/">Istat</a> nel suo sito e quelle dell&#8217;aumento demografico.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/stock-market-today-results.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1775" title="stock-market-today-results" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/02/stock-market-today-results-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>2) <strong><em>Bolla Stock Market (Mercato azionario)</em></strong>: è vero stiamo parlando degli USA, ma vale la pena ricordare come ciò che succede nella economia più potente del mondo (ancora) abbia riflessi immediati sul resto delle economie del pianeta. Per questo occorre analizzare anche questa seconda bolla scoppiata in parte ma ancora estremamente pericolosa . Le variabili chiave sono alquanto semplici: da un lato abbiamo un <strong><em><a href="http://yhoo.it/dowjones_TNS">DOW Jones</a></em></strong> (l&#8217;indice del paniere dello Stock Market americano) che è cresciuto dal 1929 al 1981 solo del 300% (nonostante la grandissima crescita economica degli USA in quel periodo), mentre il DOW Jones tra il 1982 e il 2008 è cresciuto del 1400% !!! Da un altro lato osserviamo che  gli utili delle aziende del paniere del DOW non sono certo cresciuti di quelle percentuali. Altro fattore, come evidenziato dal premio Nobel Milton Friedman, risulta dall&#8217;andamento sostanzialmente parallelo tra crescita degli utili e PIL (Prodotto Interno Lordo, ovvero il <strong><em><a href="http://www.tradingeconomics.com/united-states/gdp-growth">GDP</a></em></strong> americano, Gross Domestic Product). Sicuramente nel periodo considerato 1982-2008 non sono certo saliti del 1400% né gli utili né il GDP!!! Siamo quindi in presenza di una evidente &#8220;<strong><em>bolla finanziaria</em></strong>&#8221; che ancora non è scoppiata del tutto. Per coloro che avessero ancora dubbi c&#8217;è un altro indicatore a supporto di questa bolla finanziaria: <strong><em>il rapporto % tra le attività finanziarie nel loro complesso (financial assets) e il GDP</em></strong> (ossia il PIL americano). L&#8217;analisi di questo rapporto mostra che mentre nel periodo 1960-inizi anni &#8217;80 ha oscillato senza particolari variazioni intorno al 450%, dopo il 1980 ha cominciato a salire vertiginosamente fino a raggiungere all&#8217;inizio del 2008 il 1000%. Se non è &#8220;bolla&#8221; questa??? Certo c&#8217;e&#8217; da dire che dopo lo scivolone delle Borse del 2008, il mercato azionario ha ripreso fiato ma non dimentichiamo che in quest&#8217;ultimo periodo dal 2008 ad oggi la FED (Federal Reserve) ha iniziato una massiccia azione di money printing  (ossia stampa di dollari) che notoriamente alimenta la ripresa degli indici azionari a causa della maggiore liquidità immessa nel sistema. Quindi occhi molto aperti sulla bolla finanziaria del mercato azionario americano (e delle relative conseguenze). Se volete iniziare ad interessarvi a queste (ed altre) variabili macroeconomiche fondamentali vi consiglio questo sito che riassume i principali indicatori delle principali economie mondiali: <a href="http://www.tradingeconomics.com/">www.tradingeconomics.com </a></p>
<p><strong><em>Business Coaching action</em></strong>: Osserviamo attentamente e congiuntamente la forbice tra gli indici azionari che ci interessano (incluso e soprattutto quello USA) e la crescita reale dell&#8217;economia sottostante (PIL/GDP). Se volete concentrarvi su un titolo, ricordiamoci di osservare il P/E (rapporto Price/Earnings, ossia Prezzo/Utili) come riportato da tutti i maggiori quotidiani economici nazionali e internazionali o anche su innumerevoli siti finanziari (come <a href="http://finance.yahoo.com/">Yahoo finance</a>) per capire quanto &#8220;gonfiato&#8221; sia un prezzo rispetto al &#8220;fondamentale&#8221; degli utili prodotti da quella società.</p>
<p>Al prossimo Blog, dove parleremo delle altre 4 bolle e dei rischi complessivi che la nostra economia potrebbe incontrare mano a mano che queste &#8220;bolle&#8221; congiunte inevitabilmente scoppieranno. Come difenderci, come reagire o addirittura approfittare di questa situazione assolutamente mai sperimentata prima?</p>
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		<title>Business coaching: capire la crisi 1-Le 6 bolle&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio iniziare una serie di blog che aiutino a capire almeno alcune cose di questa che ha l'aria di essere una crisi di lungo periodo (speriamo di no ovviamente). Lo so che siamo già stufi di questa parola che evoca tasse, cancellazione di ordini, difficoltà di crescita e sviluppo eccetera. Però credo sia importante per tutti fare uno sforzo che vada oltre le dichiarazioni ufficiali dei politici (o dei tecnici) per capire cosa sta succedendo davvero (almeno nel mondo occidentale) e quindi tenerci pronti a difendere meglio il nostro business il nostro lavoro, i nostri risparmi. Lo farò come sempre in modalità Business Coaching, come dovessi aiutare un A.D. o un imprenditore a capire meglio come difendersi prima di ritornare all'attacco sui mercati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio iniziare una serie di blog che aiutino a capire almeno alcune cose di questa che ha l&#8217;aria di essere una crisi di lungo periodo (speriamo di no ovviamente). Lo so che siamo già stufi di questa parola che evoca tasse, cancellazione di ordini, difficoltà di crescita e sviluppo eccetera. Però credo sia importante per tutti fare uno sforzo che vada oltre le dichiarazioni ufficiali dei politici (o dei tecnici) per capire cosa sta succedendo davvero (almeno nel mondo occidentale) e quindi tenerci pronti a difendere meglio il nostro business il nostro lavoro, i nostri risparmi. Lo farò come sempre in modalità <strong><em>Business Coaching</em></strong>, come dovessi aiutare un A.D. o un imprenditore a capire meglio come difendersi prima di ritornare all&#8217;attacco sui mercati.</p>
<p>Inizierò questa storia partendo dall&#8217;America dell&#8217;ormai famoso 2008. Tutti ricorderanno la crisi immobiliare, la caduta a picco delle Borse e il salvataggio del governo americano di alcuni istituti di credito (mentre altri naufragarono tristemente, vedi Lehman Brother). Beh senza rifare la storia di quello che già si sa, quella esperienza e le conseguenze che ne seguirono (ossia i riflessi in tutto il mondo, anche da noi in Europa/Italia),  potrebbero essere solo l&#8217;inizio di un trend recessivo molto pesante i cui sviluppi negativi futuri potrebbero essere ben peggiori di quel 2008.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolla_arcobaleno.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1743" title="bolla_arcobaleno" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolla_arcobaleno-294x300.jpg" alt="" width="176" height="180" /></a></p>
<p>Spesso diciamo che nel mondo occidentale abbiamo vissuto negli ultimi 30 anni &#8220;<strong>al di sopra dei nostri mezzi</strong>&#8221; spendendo (come Nazioni, ma anche come individui)  più di quanto fossimo in grado di produrre o incassare generando valore. Questo è sicuramente vero, ma che effetti perversi ha causato nell&#8217;economia questo vivere al di sopra dei nostri mezzi? Ecco che ci viene in aiuto (si fa per dire) il concetto di &#8220;<strong>bolla economica</strong>&#8220;. Ricordate il delirio delle &#8220;dotcom&#8221; tra la fine degli anni 90 e il nuovo millennio con i prezzi delle azioni di internet alle stelle? Quella era la &#8220;<strong>bolla internet</strong>&#8220;. Chi non se la ricorda? Ricordate anche lo scoppio della bolla nel 2001 circa e la strage di fallimenti e chiusure che ne conseguì allorquando qualcuno si accorse che dietro la crescita sproporzionata dei prezzi delle società dotcom invece che fatturato e soldi concreti c&#8217;erano soltanto tante idee e montagne di debiti. Il fatto è che oggi possiamo vedere il fenomeno adesso che è successo, ma mentre si è dentro la bolla non si vede nulla. E&#8217; difficile essere lucidi e razionali nei fondamentali economici quando la frenesia magica dei prezzi che salgono ti da alla testa. Come si fa a dire &#8220;basta&#8221; ho guadagnato troppo, adesso basta, quando l&#8217;euforia fa sembrare che tutto non debba mai avere fine? Eppure l&#8217;economia prima o poi presenta il conto, l&#8217;economia è matematica logica fredda e razionale. E tutto deve tornare alle logiche di fondo: le leggi della domanda e dell&#8217;offerta e la generazione di vero valore concreto e misurabile e possibilmente di lungo periodo.</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bubble-pops.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1746" title="bubble-pops" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bubble-pops-300x172.jpg" alt="" width="180" height="103" /></a></p>
<p><strong>Quello che è difficile, è accorgersi di essere in una cosiddetta &#8220;bolla&#8221;</strong> ossia in una situazione di crescita di prezzi anomala in una certa area o settore dell&#8217;economia. Si parla di &#8220;Bolla speculativa&#8221;, spesso solo quando ci accorgiamo che è scoppiata (o è tardi per accorgersi sche sta per scoppiare).</p>
<p>Oggi una corrente sempre più disincantata di analisti finanziari ha identificato l&#8217;esistenza di 6 bolle speculative negli USA i cui effetti concatenati e simultanei non solo si sono già manifestati nel 2008 per almeno 4 di queste, ma gli effetti di quell&#8217;anno non si sono ancora completamente conclusi, ossia, le bolle sono scoppiate solo parzialmente.  Tutto ebbe inizio fina dagli anni &#8217;80 quando gli USA decisero di lasciar correre il debito pubblico per  favorire la crescita economica del loro paese. Senza rendersi conto di mettere in moto quasi contemporaneamente 6 micidiali bolle speculative che ovviamente all&#8217;inizio nessuno poteva immaginare arrivassero agli attuali livelli di pericolosità, ma che adesso appaiono (ad alcuni attenti osservatori) in tutto il loro spettrale chiarore. Quali sono queste 6 &#8220;bolle&#8221;? Eccole:</p>
<p>1) Real Estate (ossia, bolla immobiliare)</p>
<p>2) Borse valori</p>
<p>3) Indebitamento personale (Credito al consumo)</p>
<p>4) Spese superflue</p>
<p>5) Prezzo del Dollaro USA</p>
<p>6) Debito Pubblico</p>
<p>Le prime 4 hanno cominciato a manifestarsi tra il 2008 e 2009 partendo dagli USA e invadendo a poco a poco anche le economie del resto del mondo. Poi, nel 2010 le cose sono sembrate fermarsi (parlo delle crescite economiche dei Paesi coinvolti), ma il 2011 ci ha fatto capire che le 4 bolle non sono scoppiate del tutto, anzi il loro scoppio è stato solo parziale.</p>
<p>Che cosa succede adesso, o cosa succederà (bolla per bolla) negli USA (e quindi al resto dell&#8217;occidente ma non solo) mano a mano che queste bolle andranno a scoppiare (quasi contemporaneamente). Perché di tutto si può discutere, fuorché del fatto che per sua natura una bolla nasce e inevitabilmente scoppia. Si ma quando? Ne riparliamo nel prossimo Blog&#8230;..</p>
<p><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolle.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-1742" title="bolle" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/bolle-300x225.gif" alt="" width="180" height="135" /></a></p>
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		<title>2012:l&#8217;Anno della verità. Diventiamo Coach di noi stessi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 15:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è l'Anno della verità. In che senso? nel senso che o ci decidiamo a cavalcare il cambiamento che sta arrivando (anzi è già arrivato da un po' e non vogliamo accorgercene), oppure prepariamoci a esserne travolti. Dagli eventi, dalle circostanze ,dalla realta' che avanza a ritmi velocissimi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inauguriamo la prima settimana del nuovo anno con qualcosa di diverso: basta gli auguri stantii e riciclati e le speranze di sogni e desideri che tanto sappiamo che rimangono nel cassetto sommersi dalla quotidianità e dalla frenesia degli eventi.</p>
<p><strong><em>Questo è l&#8217;Anno della verità.</em></strong> In che senso? nel senso che o ci decidiamo a cavalcare il cambiamento che sta arrivando (anzi è già arrivato da un po&#8217; e non vogliamo accorgercene), oppure prepariamoci a esserne travolti. Dagli eventi, dalle circostanze ,dalla realta&#8217; che avanza a ritmi velocissimi.</p>
<p>In questo processo  se non vogliamo farci aiutare da un Coach (soprattutto Business di questi tempi),almeno  impariamo a diventare Coach di noi stessi  molto in fretta. Non solo. Impariamo (sempre in fretta) a diventare leader di noi stessi e ad influenzare positivamente, con una comunicazione splendida ed efficace, con una vision chiara, e con una credibilità che viene dal nostro vissuto, tutti coloro che ci sono vicini. Nel momento della confusione (e ditemi voi se questa non è confusione&#8230;) il leader è anche un grande <strong><em>Coach</em></strong> e un grande <strong><em>Coach</em></strong> è (e non potrebbe essere altrimenti) un grande leader. A cominciare da se stessi. Ovvio che quando il mare si fa grosso e le nuvole sempre più nere viene voglia di starsene tranquilli ad aspettare che tutto passi. Ma noi abbiamo una serie di responsabilità verso noi stessi e le nostre famiglie o amici o persone della nostra comunità cui non possiamo sottrarci.</p>
<p>Abbiamo tutte  le risorse per attuare cio&#8217;? Speriamo. Una volta, quando il Coaching muoveva i primi passi, si diceva (e ancora moltissimi Coach anche affermati lo dicono anche adesso) &#8220;tu hai tutte le risorse dentro di te&#8230; devi solo tirarle fuori e crederci&#8230;&#8221;. ma generalmente dentro di noi al massimo ci può essere <strong><em>l&#8217;INTENZIONE</em></strong> ad agire, ci può essere la <strong><em>VOLONTA</em></strong>&#8216; ad agire, ma le risorse  che servono ce le dobbiamo andare a procurare se vogliamo fare gli skipper di questa barca che si deve preparare a mari grossi e a Oceani tumultuosi. Come? <strong><em>Investendo su noi stessi</em></strong>, NON a casaccio, ma in modo mirato sulle aree che sentiamo essere più deboli.</p>
<p>Facciamo un esempio: se sentite che di economia  capite poco e comprendere i processi  dell&#8217;economia in generale   sentite  che e&#8217; importante  per il futuro della vostra azienda, del vostro  lavoro, della sicurezza della vostra famiglia e della vostra attività, <strong><em>decidete di investire in corsi e seminari</em></strong> (indipendenti) di qualità che vi servano a capire cosa davvero sta succedendo (almeno a grandi linee) e a come ripararvi dai prossimi scenari belli o brutti che siano.</p>
<p>Se sentite che gli eventi esterni vi stanno &#8220;travolgendo&#8221; ecco che è il momento di investire davvero sulla vostra leadership guardando con fermezza e decisione la vostra vision aziendale e il vostro percorso verso dove vorreste dirigervi.</p>
<p>E ricordate che oggi, <strong><em>ASPETTARE</em></strong>, che &#8220;qualcosa succeda&#8221; <strong><em>è la cosa più pericolosa del mondo</em></strong>. Oggi è il momento di <strong><em>AGIRE</em></strong> e <strong><em>DECIDERE</em></strong> di essere voi a governare il cambiamento che deve partire da voi stessi. Cambiare non vuol dire abbandonare il passato e tagliare le proprie radici, vuol dire <strong><em>INCLUDERE</em></strong> nella vostra vita <strong><em>NUOVE esperienze e nuove abitudini</em></strong> salutari, utili e molto più adatte ai tempi (immensamente incerti) che stiamo vivendo. Vuol dire <strong><em>SPERIMENTARE</em></strong> scenari e modelli di qualità della vita diversi (non peggiori o migliori), adatti ad affrontare situazioni nuove e diverse (con prudenza e serenità). Ecco perché questo 2012 è per me e mi auguro anche per voi l&#8217;anno della verità. Utilizzatelo per fare prove concrete di cambiamento, nel vostro ambito lavorativo, nelle vostre abitudini , nei rapporti coi vostri familiari e amici, nel modo di condurre il vostro business. Ecco, con nuove verità  questo anno sarà una miniera di nuove scoperte.</p>
<p>Diventate leader, diventate Coach di voi stessi e delle persone che decideranno di seguirvi&#8230;!!!</p>
<p>Buon 2012!!!  <strong><em>Let&#8217;s hope it&#8217;s a good one without any fear!!(John Lennon)</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/2012-54655-11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1677" title="2012-54655-1" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2012/01/2012-54655-11-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a></em></strong></p>
<p>Corsi di coaching</p>
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		<title>Buon Natale:il lifestyle ordinato è esaurito !!!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 18:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Business Coaching]]></category>
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		<description><![CDATA[Buon Natale, si fa presto a dire la stessa frase, gli stessi auguri come se nulla fosse o come se nulla stesse succedendo. Sta succedendo e sta succedendo ora, qui, in Occidente, ma forse (anzi, quasi certamente) anche in Asia (nelle famose economie emergenti). Cosa? Beh, sta succedendo che  lo stile di vita come ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Buon Natale,</em></strong> si fa presto a dire la stessa frase, gli stessi auguri come se nulla fosse o come se nulla stesse succedendo. Sta succedendo e sta succedendo ora, qui, in Occidente, ma forse (anzi, quasi certamente) anche in Asia (nelle famose economie emergenti). Cosa? Beh, sta succedendo che  lo stile di vita come ci eravamo abituati è leggermente esaurito. Almeno qui nel vecchio Occidente. Mi sono ispirato al <strong><em>bellissimo murales di Bansky</em></strong> creato a Londra in questi giorni che recita proprio come nella foto che ho allegato a questo mio blog. Il bello è che nessuno ancora vuole crederci. Ci comportiamo (almeno mentalmente) come se il prossimo futuro ci consentirà ancora di fare e disfare, viaggiare e comprare, disporre e proporre come se poi tutta l&#8217;economia continuasse a crescere come ci eravamo abituati. <strong><em>Adesso vorrei che fosse chiaro che qui non si tratta di pessimismo od ottimismo. </em></strong>Qui si tratta di capire che se guadagno 10 e spendo 100 questo non può durare per sempre. Quindi non facciamoci ingannare  da coloro che credono che poi tutto torna come prima e che il peggio è passato. No, il peggio, (ma diciamolo in modo sereno e consapevole) forse deve ancora venire.</p>
<p>Adesso non voglio parlarvi di indicatori, proiezioni e &#8220;sentiment&#8221; di mercato, proprio la sera di Natale. Ma quello che voglio dire che come la cicala e la formica che avevano due visioni del futuro diverse, adesso anche a noi tocca decidere come comportarci. Possiamo scegliere la <strong><em>tecnica dello struzzo</em></strong> (testa sotto sabbia e vai avanti come se nulla fosse) e la  <strong><em>tecnica della formica</em></strong>(prepariamoci per l&#8217;inverno che stavolta non termina il 21 marzo, ma andrà avanti per un po&#8217;). Allora che fare? Mah, io non mi dispererei troppo come fanno tanti amanti del passato a rimpiangere lo scialo degli anni andati (si, perché di scialo si è trattato fino adesso), ma cercherei di ricordare  che quando eravamo negli anni 60 esisteva uno stile di vita più sobrio e misurato e che comunque ci faceva stare bene insieme con una frazione del superfluo che abbiamo adesso. Il bello è che lo dicevamo anche anni fa, ma era più una cosa Eticamente e Moralmente sentita da alcuni mentre la festa dei  consumi imperversava.</p>
<p>Adesso che ora anche <strong><em>Economicamente</em></strong> ci accorgiamo che non si può sostenere uno stile di vita così sproporzionato dalla creazione di ricchezza reale, ecco che ci spaventiamo. Non c&#8217;e&#8217; nulla da spaventarci. Occorre spendere di meno, molto di meno e in modo molto più intelligente sulle cose di valore. Il buio sarà lungo perché quando i consumi della classe media (vero motore delle economie occidentali) si restringono (e di parecchio) ecco che tutti piangono. Il credito (crunch) si farà sentire e ci toccherà abbassare di molto il nostro superfluo .</p>
<p><strong><em>Comunque Buon Natale a tutti coloro che cambieranno stile di vita</em></strong> in fretta riscoprendo tante cose piccole e semplici ma ricche di significato. A cominciare da farci gli auguri in modo più sincero e genuino, con meno Iphone e più tortellini, con meno SUV e più golf che tengono caldo, con meno profumi e più pannelli solari.</p>
<p>menager coaching</p>
<p><strong><em>Auguri a tutti, ne avremo bisogno&#8230;.</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/12/banksy11.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1652" title="banksy1" src="http://thenextstep.it/wp-content/uploads/2011/12/banksy11-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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